STORIE.
MONDI.
FUTURO.
Creo cinema, immaginari e sistemi narrativi tra intelligenza artificiale, storytelling cinematografico e visual effects.
Da oltre 15 anni esploro la creazione di mondi visivi tra cinema, CGI e nuove frontiere dell'Intelligenza Artificiale.
CHI SONO
Sono un regista scrittore e VFX artist italiano. Attraverso cinema, effetti visivi e storytelling speculativo sviluppo progetti dedicati al rapporto tra essere umano, tecnologia, memoria e identità. Con RobotStories esploro nuove forme narrative tra fantascienza, cinema psicologico e ricerca visiva.
Le storie non servono a scappare.
Servono a capire.Cinema, VFX, AI, fantascienza: strumenti per leggere il presente attraverso ciò che stiamo diventando.Robot Stories è il mio laboratorio narrativo.
Qui la Tecnica incontra l’immaginario.Il futuro è un riflesso.
Non un’anticipazione.
PRECURSOR
Cortometraggio Sci-Fi
PRECURSORCortometraggio sci-fi indipendente dove memoria, tecnologia e identità collidono fino a deformare la percezione del reale.92 International Recognitions
66 Best VFX Awards
ROBOTSTORIES
PROGETTO DI SCRITTURA
Robot Stories è il mio laboratorio narrativo: uno spazio dove cinema, fantascienza, VFX e intelligenza artificiale si fondono per esplorare il rapporto tra tecnologia e identità umana. Alla base di Robot Stories esiste un ecosistema narrativo generativo progettato per esplorare il rapporto tra essere umano, tecnologia e collasso contemporaneo.
L'OMBRA DI MIA MADRE
Cortometraggio Thriller
Thriller psicologico tra memoria, identità e percezione del reale. Un uomo intrappolato nella propria mente trasforma il ricordo dell’amore in un labirinto di colpa, trauma e violenza. Attualmente in distribuzione festivaliera.
RIPARTI DA CAPO
IL FILM
Un lungometraggio indipendente tra commedia, crisi esistenziale e trasformazione personale, dove un cambiamento nelle abitudini quotidiane modifica lentamente il modo di guardare sé stessi, le relazioni e il mondo contemporaneo.Attraverso ironia, fragilità emotiva e contraddizioni umane, Riparti da Capo racconta il tentativo di liberarsi da automatismi e identità ormai consumate.Realizzato a bassissimo budget nell’arco di circa un anno e mezzo, il film rappresenta il primo lungometraggio completamente autoprodotto di Marco Castiglione: un laboratorio creativo nato dalla necessità di costruire un cinema libero, fondato più sulla visione e sull’ostinazione che sulle risorse disponibili.
Collaboro con produzioni, artisti, agenzie e autori nello sviluppo di progetti cinematografici, storytelling, VFX, AI workflow e immaginari narrativi contemporanei.
Regia
Storytelling
VFX Supervision
AI Narrative Workflow
Cinematic Worldbuilding
Script Development
Visual Development
© 2026 Marco Castiglione. Tutti i diritti riservati.
Thriller psicologico
OMBRA DI MIA MADRE - IL CORTOMETRAGGIO
Luca vive sospeso in una realtà frantumata.
Intrappolato nel ricordo ossessivo di Angelica, una donna che lo riporta sempre al trauma della madre.Quella che sembra una storia d’amore disturbata nasconde altro.
Il pub in cui si rifugia potrebbe non esistere.
Così come molti dei ricordi che racconta.La sua mente deforma eventi, identità, percezioni.
E trascina lo spettatore in un labirinto di colpa, memoria e ossessione.Fino a una rivelazione in cui realtà e allucinazione collidono definitivamente.CREDITI
Written & Directed by
Marco CastiglioneGenre
Psychological Noir ThrillerCountry
ItalyLanguage
Italian/English
IL PROCESSO
Il progetto ha richiesto un anno e mezzo di lavoro.
Le riprese sono durate quindici giorni tra Brindisi e altre location del Sud Italia, con una troupe ridotta al minimo.Marco Castiglione ha seguito quasi tutto il processo creativo e tecnico:
regia, fotografia, direzione attoriale, montaggio, VFX e post‑produzione.
Un approccio indipendente, a bassissimo budget, costruito sulla psicologia delle scene, sulla tensione dialogica e sulla composizione dell’immagine.Le riprese sono state realizzate con Panasonic Lumix GH6 e ottiche anamorfiche.
Short‑side lighting, profondità atmosferica e illuminazione motivata hanno guidato la fotografia, amplificando alienazione e instabilità percettiva.
POSTPRODUZIONE
La post‑produzione è stata centrale nella costruzione dell’identità visiva e psicologica del film.
Oltre al montaggio e al lavoro sul ritmo percettivo, il progetto integra VFX, ambienti 3D, clean‑up avanzati e compositing digitale.Sono stati utilizzati 3D Studio Max, V‑Ray, FStorm, Nuke, After Effects, Silhouette, Mocha Pro, DaVinci Resolve e Premiere Pro.
L’intelligenza artificiale è stata impiegata in alcune sequenze attraverso workflow sperimentali basati su video AI.Gran parte del lavoro invisibile riguarda la manipolazione dello spazio e della percezione:
rimozione di elementi, correzioni ambientali, ricostruzioni digitali e interventi sonori pensati per accompagnare lo spettatore dentro la distorsione mentale del protagonista.Con questo film ho cercato un approccio più asciutto.
Meno spettacolarizzazione degli effetti.
Più attenzione alla sceneggiatura, al conflitto interiore, alla tensione psicologica.L’Ombra di Mia Madre nasce dalla necessità di segnare una maturazione narrativa:
dal cinema costruito sull’immagine al cinema costruito sul peso emotivo dei dialoghi, della memoria e della percezione.
PRECURSOR - IL CORTOMETRAGGIO
Un robot nato per ucciderci.
Un robot nato per salvarci.
SINOSSI
Gea, sopravvissuta insieme ad altri rifugiati, vive nascosta in un rifugio lontano dai robot che hanno trasformato la caccia all’uomo in un sistema. Durante la fuga scoprirà che suo padre è ancora vivo. Ma la sua ostinazione le costerà la vita. E dalla sua morte nascerà una speranza: un nuovo robot.Il film riflette sul rapporto tra essere umano e Tecnica, trasformando il linguaggio della fantascienza in uno spazio emotivo, filosofico e disturbante. Recitato in lingua Siciliana
Attualmente disponibile su Youtube.Written & Directed by
Marco CastiglioneGenre
Sci-Fi / SurvivorCountry
ItalyLanguage
Sicilian/English
IL PROCESSO
Realizzato in due anni tra regia, recitazione, CGI, VFX, montaggio e sound design.
Migliaia di ore di rendering, scenografie fisiche, computer assemblati, produzione indipendente a bassissimo budget.Girato con Panasonic GH4 e ottiche Sony/Sigma.
Cine4K, camera a mano, luci Beam e fluorescenti stile Kinoflo.VFX sviluppati su cinque PC dual CPU/GPU con 3D Studio Max, FStorm, Nuke, After Effects, Premiere, Audition, Mocha Pro, Silhouette.
Colonna sonora composta personalmente.
PREMI - 92 Riconoscimenti - 66 VFX Awards
Il viaggio festivaliero di Precursor è iniziato quasi per incredulità.
Il primo riconoscimento, da Cannes, sembrava irreale.
Da lì, la spinta a continuare.Su 114 submission, il film ha ottenuto 92 riconoscimenti internazionali, di cui 66 per i VFX.
Trieste Science+Fiction, VIEW Conference, Sci‑Fi London, Liverpool, Barcellona, Helsinki, Los Angeles e molti altri hanno accolto il progetto.
ROBOT STORIES - Storie. Mondi. Futuro.
RobotStories è un laboratorio narrativo indipendente dedicato all’esplorazione del rapporto tra essere umano, tecnologia e immaginario contemporaneo attraverso cinema, intelligenza artificiale e storytelling speculativo.Nato inizialmente come spazio di sperimentazione creativa, il progetto si è trasformato nel tempo in un ecosistema narrativo dove racconti, immagini, sistemi procedurali e ricerca cinematografica convergono nella costruzione di mondi e visioni future.
LA FILOSOFIA
La fantascienza non viene utilizzata come semplice evasione estetica, ma come strumento per interrogare il presente: memoria, identità, simulazione, automatismi sociali, trasformazione umana e rapporto con la Tecnica diventano il centro della ricerca narrativa.Ogni racconto nasce come esperimento emotivo, visivo e filosofico progettato per esplorare le conseguenze invisibili del progresso tecnologico sull’essere umano contemporaneo.
IL SISTEMA NARRATIVO
Negli anni Robot Stories si è evoluto anche nella costruzione di workflow narrativi sperimentali basati su automazione, AI generativa, worldbuilding procedurale e sistemi di scrittura progettati per generare continuamente nuove storie, scenari e universi cinematografici.Un approccio che unisce cinema, scrittura, VFX e intelligenza artificiale all’interno di un’unica ricerca creativa.Robot Stories nasce dalla convinzione che lo sci-fi non serva a raccontare il domani, ma ciò che stiamo lentamente diventando.
MARCO CASTIGLIONE - chi sono
Director / VFX Artist / Narrative Researcher
Sono un regista e VFX artist italiano. Negli ultimi anni ho lavorato tra cinema indipendente, effetti visivi, storytelling e sperimentazione narrativa, sviluppando progetti dedicati al rapporto tra essere umano, tecnologia e immaginario contemporaneo.
Il mio rapporto con il cinema nasce da bambino, tra videocassette consumate e registrazioni notturne.
Immagini che hanno formato il mio modo di guardare il mondo.
La vita è meravigliosa è stato il primo film a colpirmi davvero, prima ancora di capire il linguaggio del cinema.Prima del cinema è arrivato il teatro.
A diciott’anni mi ha insegnato abnegazione, ricerca e il peso della presenza umana in scena.
Ho capito che la forza di un attore non è nell’enfasi, ma nello sguardo che attraversa l’inquadratura.Una frase di Eduardo De Filippo mi accompagna ancora:
“Quando l’attore ha imparato la parte così bene da dimenticarla, allora può iniziare a recitare.”
È la base del mio modo di costruire dialoghi, silenzi e tensioni emotive.
VISIONE
L’interesse per la computer grafica nasce nei primi Duemila, quando software come 3D Studio Max rendono possibile costruire mondi complessi anche da soli.
Matrix, i videoclip e la post‑produzione digitale mi rivelano una verità: la Tecnica, se padroneggiata, può liberare un autore indipendente dai limiti delle grandi produzioni.Da allora tecnologia e narrazione convergono.
Il rapporto tra essere umano e Tecnica diventa il centro della mia ricerca: efficientamento, automazione, obsolescenza.
Un pensiero vicino alle riflessioni di Günther Anders, che ha segnato il mio modo di guardare il presente.Robot Stories nasce da questa tensione: un laboratorio narrativo dove cinema, AI, scrittura e sistemi procedurali generano nuovi immaginari speculativi.Precursor, realizzato quasi interamente in autonomia, è stato il progetto più formativo.
Non mi ha solo insegnato a fare un film: mi ha insegnato la resilienza, la resistenza, la capacità di attraversare anni di lavoro e dubbi senza perdere la necessità di raccontare.Il mio obiettivo non è solo realizzare un film.
È costruire un’opera capace di lasciare un segno nel cinema italiano.
Una pietra miliare in un panorama che percepisco spesso immobile, prevedibile, privo di rischio.
MANIFESTOLe storie non servono a fuggire dalla realtà, ma a interpretarla.Ogni epoca costruisce i propri miti attraverso gli strumenti che possiede. Oggi quegli strumenti sono algoritmi, reti neurali, simulazioni, immagini sintetiche e sistemi capaci di apprendere il comportamento umano prima ancora che l’essere umano ne diventi consapevole.Per questo la fantascienza non rappresenta il futuro.
Rappresenta il presente portato alle sue estreme conseguenze.Attraverso cinema, VFX, intelligenza artificiale e storytelling speculativo, la mia ricerca esplora il rapporto tra essere umano e Tecnica: il modo in cui automazione, efficientamento e sistemi tecnologici trasformano memoria, identità, desiderio e percezione del reale.Non mi interessa utilizzare la fantascienza come evasione.
Mi interessa utilizzarla come strumento diagnostico, come linguaggio capace di rendere visibili le derive invisibili del contemporaneo.Questa ricerca attraversa progetti come Precursor, cortometraggio sci-fi indipendente dedicato al rapporto tra coscienza, simulazione e sistemi predittivi, e continua oggi all’interno di Robot Stories, un laboratorio narrativo indipendente dove cinema, immaginario contemporaneo, AI e sistemi creativi convergono nella costruzione di nuovi mondi speculativi.Robot Stories non è soltanto una raccolta di racconti, film o immagini.
È un archivio narrativo in continua evoluzione.
Un ecosistema creativo dove tecnologia, cinema e filosofia collidono per interrogare la trasformazione dell’essere umano contemporaneo.Ogni progetto nasce dalla convinzione che le immagini abbiano ancora il potere di interrogare l’essere umano, non soltanto di intrattenerlo.Per questo i miei racconti parlano spesso di:
memoria,
collasso identitario,
simulazione,
trauma,
alienazione tecnologica,
automatismi sociali
e trasformazione contemporanea.Mi interessa il momento in cui l’essere umano smette lentamente di riconoscersi.
Il momento in cui la Tecnica non appare più come uno strumento, ma come un orizzonte invisibile capace di ridefinire desideri, comportamenti e coscienza.Perché il futuro non racconta il domani.Racconta ciò che stiamo diventando.
MANIFESTOLe storie non servono a fuggire dalla realtà, ma a interpretarla.Ogni epoca costruisce i propri miti attraverso gli strumenti che possiede. Oggi quegli strumenti sono algoritmi, reti neurali, simulazioni, immagini sintetiche e sistemi capaci di apprendere il comportamento umano prima ancora che l’essere umano ne diventi consapevole.Per questo la fantascienza non rappresenta il futuro.
Rappresenta il presente portato alle sue estreme conseguenze.Attraverso cinema, VFX, intelligenza artificiale e storytelling speculativo, la mia ricerca esplora il rapporto tra essere umano e Tecnica: il modo in cui automazione, efficientamento e sistemi tecnologici trasformano memoria, identità, desiderio e percezione del reale.Non mi interessa utilizzare la fantascienza come evasione.
Mi interessa utilizzarla come strumento diagnostico, come linguaggio capace di rendere visibili le derive invisibili del contemporaneo.Questa ricerca attraversa progetti come Precursor, cortometraggio sci-fi indipendente dedicato al rapporto tra coscienza, simulazione e sistemi predittivi, e continua oggi all’interno di Robot Stories, un laboratorio narrativo indipendente dove cinema, immaginario contemporaneo, AI e sistemi creativi convergono nella costruzione di nuovi mondi speculativi.Robot Stories non è soltanto una raccolta di racconti, film o immagini.
È un archivio narrativo in continua evoluzione.
Un ecosistema creativo dove tecnologia, cinema e filosofia collidono per interrogare la trasformazione dell’essere umano contemporaneo.Ogni progetto nasce dalla convinzione che le immagini abbiano ancora il potere di interrogare l’essere umano, non soltanto di intrattenerlo.Per questo i miei racconti parlano spesso di:
memoria,
collasso identitario,
simulazione,
trauma,
alienazione tecnologica,
automatismi sociali
e trasformazione contemporanea.Mi interessa il momento in cui l’essere umano smette lentamente di riconoscersi.
Il momento in cui la Tecnica non appare più come uno strumento, ma come un orizzonte invisibile capace di ridefinire desideri, comportamenti e coscienza.Perché il futuro non racconta il domani.Racconta ciò che stiamo diventando.
